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lunedì 12 dicembre 2011

E SE DAVVERO FOSSE STATO UN ANGELO ?

( Leggenda di Natale )

Forse fu lì, davanti al centro commerciale che c'incontrammo, il 24 Dicembre di qualche anno fa', intorno all'ora di chiusura. Non era un gran bel periodo quello... di soldi ce n'erano pochini e di problemi invece molti. Ma era arrivato il Natale e non poteva certo mancare il panettone nè la legna per il camino: una benedizione quel camino! La casa andava quasi in pezzi ma davanti al suo fuoco noi dimenticavamo tutto! Così andai ai grandi magazzini. Per rilassarmi un po' mi avventurai tra gli scaffali addobbati a festa ricolmi di prelibatezze, di luci scintillanti e doni natalizi... che splendore! Ma più i miei occhi si riempivano di quel ben Dio più il mio cuore si stringeva dentro le tasche vuote fino a stare male e decidere il rientro verso casa. Caricai il carrello dell'occorrente e imboccata l'uscita mi avviai verso il parcheggio. Io andavo... e mentre andavo nella mente si accavallavano i pensieri. Pregavo il Signore che mi desse la forza e l'equilibrio necessari per poterli affrontare. Mancavano poche ore a Natale, la festa più bella del mondo, la nascita del mio Gesù... ed io non potevo festeggiarlo come avrei voluto. Ad un certo punto, tra quel viavai di persone mi fu impossibile non notare due giovani venirmi incontro. "Ma guarda un po’ quei ragazzi come son vestiti" pensai, "senza nemmeno un cappotto si prenderanno un malanno!" e lo ricordo bene, perchè faceva molto freddo quella sera, di li a poco sarebbe nevicato.

Però che belli, sembravate due perfetti figli dei fiori appena usciti da un festival pop anni '70. Soprattutto tu mi colpisti, giovane ventenne dai capelli biondi inanellati, che camminavi dentro un vestito di velluto stretto stretto colore del tabacco bruciato! Meraviglioso essere lunare, tu, che nel passar danzando allargasti le lunghe braccia per cantarmi a squarciagola un incredibile "TI VOGLIO BENEEEEEE", lasciandomi là del tutto trasognata, come una bimba davanti a una magia! Tu, che con tre parole riportasti in me la gioia, cancellando con un tratto del tuo amore... o di purissima follia, quella tristezza che da tempo mi opprimeva il cuore.
Ma poi il dubbio... perchè parlare proprio a me se neppure ci conoscevamo? Fu in quell'istante che per tutta risposta  guardandomi negli occhi... io credo, leggendo non so come nel pensiero, mi confermasti con un perfetto inchino un " si ", poi dopo aver rivolto le braccia verso il cielo come in tacita preghiera, con un sorriso riprendesti nuovamente il tuo cammino.

E scese la neve.

A due passi da me sentivo ancora la voce del tuo amico rimproverarti come avessi infranto chissà quali regole... " No, non dovevi farlo" e tu che con fermezza rispondevi "Eh ... glielo dovevo dire!"
Mi rigirai per la stranezza del discorso e per dirti almeno... grazie, quando inspiegabilmente, d'incanto nel nulla sparivate!

Non vedevo l'ora di arrivare a casa per raccontare l'accaduto! Ma come si può spiegare d'aver visto un angelo, anzi due! Come si può raccontare un miracolo ed essere creduti; nonostante tutto ci provai lo stesso! Io non so cosa mia figlia e mio marito avessero pensato... ma una cosa è certa, dalla porta di casa insieme al racconto, alla legna e al panettone in quel momento era entrato anche un soffio di gioia e di speranza che illuminò di colpo quel grigiore... e questo mi bastò! Ma dentro di me io lo sapevo che non era stato un sogno. Quello che avevo visto e sentito, io l'avevo vissuto veramente, chissà... forse in un mondo parallelo!

A volte ci sono cose che non si possono spiegare, ma sono segni. Io credo che esista un filo purissimo intessuto di Amoreluce che ci tiene in contatto con la nostra Sorgente Madre, un flusso nel quale gli angeli viaggiano più velocemente per portare verso il cielo le nostre accorate preghiere o per consegnare direttamente ai nostri cuori i messaggi che arrivano da Dio. Segni che ci circondano per ricordarci la nostra origine divina, per non dimenticare mai che noi non siamo soli!

Tuttavia, se quell'essere straordinario in compagnia di un amico non fosse stato un angelo, se così non fosse, potrebbe la sua follia essere un canale, nel quale Dio infonde la sua grazia ispiratrice per confortarci nei momenti disperati? Quante volte "il caso" ci ha fatto giungere un aiuto, un sorriso, una parola nel momento giusto, magari attraverso un perfetto estraneo. Penso che quel ragazzo un poco matto, con quel gesto fuori da ogni logica terrena, in fondo aveva esaudito lo stesso le mie preghiere. E allora perchè non chiamarlo angelo?

BUON NATALE!
Stella Marina

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